Beato Francesco: come combattere il cyberbullismo tramite l'educazione e la consapevolezza

Come combattere il cyberbullismo?

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Prendendo spunto da un articolo di Zeus News:

l’86% dei genitori ritiene di essere a conoscenza dei tipi di attività che i propri figli svolgono online

 

La maggior parte dei genitori (63%) considera importante che i propri figli siano informati sulle problematiche di sicurezza o di sicurezza informatica online per mantenere le proprie informazioni personali protette.

L’indagine indica che i figli sono della stessa opinione, dal momento che l’83% si dichiara preoccupato per la privacy dei propri dati personali e il 76% si sta aggiornando sulla sicurezza online dai propri genitori.

 

E’ evidente che il successo per una società che combatta questi crimini, passi per la realizzazione del bisogno di genitori e figli verso una maggiore informazione sui rischi informatici che si corrono su internet, per questo ripropongo con insistenza il mio corso sui rischi digitali. Oggi la domanda non incontra l’offerta, ma la domande c’è, il bisogno c’è. 

 

La domanda oggi non trova l’offerta, perchè non c’è, nessuno propone corsi di informatizzazione informatica per i giovani. Il bisogno però c’è, ma non lo si ritiene primario, invece primario è:

Il 76% dei genitori ha avuto un confronto con i propri figli a proposito di atti di bullismo, mentre il 44% dei giovani è stato testimone di un comportamento crudele sui social media.

 

Conoscere come combattere il cyberbullismo

A questo punto cito un altro articolo che parla abbondantemente di come combattere il cyberbullismo (qui un estratto):

Confronto tra cyberbullismo e bullismo  
Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l’uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:
Anonimato del “bullo” ,  Indebolimento delle remore morali  e Assenza di limiti spaziotemporali

Tipi di cyberbullismo

Flaming: messaggi online violenti e volgari (vedi “Flame”) mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.

“Cyber-stalking”: molestie e denigrazioni ripetute, persecutorie e minacciose mirate a incutere paura.

Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.

Denigrazione: “sparlare” di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica instantanea, ecc.

Sostituzione di persona: farsi passare per un’altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.

Rivelazioni: pubblicare informazioni private e/o imbarazzanti su un’altra persona.

Inganno: ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici.

Esclusione: escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla.

Ma che bella cosa la rete eh? E son tutte cose che possono venire fatte in anonimato o con identità finta e come tali vengono fatte, nonchè sono anche attività difficilmente perseguibili proprio per via di questo anonimato.

 

Molti cyber-bulli agiscono in maniera aggressiva e violenta perché desiderano avere visibilità e fanno di tutto perchè il loro atto venga conosciuto e reso pubblico. La maggior parte dei bulli della Rete infatti, agisce da bullo proprio per attrarre su di sè le attenzioni dei mezzi di informazioni, per ricevere cioè dal mondo esterno tutte quelle attenzioni che non ricevono quotidianamente all’interno della loro famiglia o all’interno del loro gruppo di amici.

Quindi i cyberbulli agiscono così per attirare le attenzioni dei genitori che li trascurano (magari per stare su whatsapp), è evidente che i genitori non capiscano questo (il 63% dei genitori ritiene necessario che i figli siano informati, attenzione… non educati anche perchè spetterebbe a loro). Bisogna quindi prima educare i genitori, affinchè svolgano il loro ruolo nel pieno delle loro funzioni doverose.

 

Per prevenire il fenomeno si deve educare gli adolescenti e tutti quei giovani che navigano su Internet a riflettere che, prima o poi, una persona a cui si tiene molto, verrà a conoscenza del comportamento deviante messo in atto. E’ necessario, per esempio, che colui che entra in una chat, o colui che filma le violenze effettuate nel mondo della vita reale con un videofonino (per poi trasmetterlo ad altri o pubblicarlo sul web), sia consapevole che non è assolutamente protetto dall’anonimato, e che le “tracce” del suo comportamento non potranno essere cancellate. Deve essere consapevole che può essere (anche se non facilmente) rintracciato. E’ quindi essenziale che la figura dei genitori, nel loro ruolo sia affettivo, sia educativo, sia sempre presente nella testa di colui che stà per comportarsi in maniera antinormativa. Il cyber-bullo non è altro che un soggetto che indossa una sorta di maschera virtuale, e che sfrutta questa nuova situazione per compiere dei comportamenti disinibiti e aggressivi.

 

Io non aggiungo altro, sulla consapevolezza dei rischi digitali che corre un ragazzo su internet, non c’è soluzione sul come combattere il cyberbullismo, se non con la conoscenza, l’educazione e la consapevolezza.

 

Per un corso personalizzato a tema o maggiori info, contattami:

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Un saluto!

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