Facebook: nascita ed evoluzione sociale

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Del tipo #sapevatelo

Facebook nasce da Facemash, programma creato da Mark Zuckenberg (sarei tentato anche di mettere le minuscole) per fare le classifiche delle studentesse più belle di Harward

Del tipo: i cazzetti sulle foto (cit)

Il degrado più totale, bulletti da tastiera (espressione più adeguata può esserci) privati di ogni senso empatico e di empatia voglio parlare.

 

I mezzi di comunicazione digitali mettono le persone in una zona di conforto in cui i sentimenti non vengono inclusi, figurarsi uno scambio di sentimenti come Dio ci ha creati (per chi ci crede) o come l'evoluzione ci abbia plasmato (per chi ci crede). Una zona in cui una persona (me compreso eh) può decidere di condividere quanto basta di sè, solo una parte, nascondendo le altre, nascondendo sè stessi quindi. Questo è Facebook, questo è il rischio che crea la devianza di internet e la dipendenza dai mezzi di comunicazione.

Il condividere una parte di sè e basta mi fa pensare alle peggiori dittature che abbiamo vissuto nella storia, non ce n'è una che non abbia questo punto come cardine della sua nascita... Pensiamo al "sì, ma quando c'era lui i treni partivano in orario" dimenticando il più grosso genocidio della storia umana. Siam fatti così, vogliamo la nostra nicchia, è qui che sbagliamo dobbiamo emapticamente aprirci a tutti oltre il mezzo schifoso che sono i social network.

 

Via, mettiamo qualche dato allarmante, giusto per contestualizzare (vacca boia come si intrecciano sociologia e web marketing, uso gli stessi termini chiave del web marketing) il tutto:

- di media controlliamo il telefono 221 volte al giorno

- per un totale di 5 ore (ma non abbiamo tutti fretta? dove cazzo corriamo in macchina?)

- quasi la metà tra i 18 e 19 anni dice di usare il telefono per EVITARE GLI ALTRI !!!!

 

Ma ancora devo andare avanti a spiegare che siamo caduti in un vortice?

 

Leggi cosa può fare l'intelligenza collettiva

Lo scopo dell'intelligenza collettiva è il riconoscimento reciproco e l'arricchimento degli individui piuttosto che il CULTO o il feticcio di una comunità ipostatica

Non si controlla il telefono 221 volte al giorno in un uso normale. In una vita normale forse si arriva a 221 scambi di emozioni con le altre persone (e abbiamo visto che i social network e internet più in generale non lo sono) in varie metodologie e forme, nella vita bisogna variare come una strategia di marketing deve comprendere tutti i principali strumenti messici a disposizione (e daje co sto rimando al web marketing, non che voglia dire che il web marketing ci manipola, ma che ci studia per capirci sì.... e ci capisce meglio di noi proponendo delle strategie adatte a noi anche oltre i nostri limiti a volte: dico oltre i nostri limiti perchè a volte nel web basta realmente un "basta che se ne parli").

Ma basta con questi rimandi al web marketing per fare capire che chi ha il potere futuro sulle nostre possibilità è chi conosce questi mezzi.

Cerchiamo di capire cosa voglia dire passare da una società emozionale ed empatica ad una società cibernetica e meccanica.

Semplicemente lo smartphone in mano è come la sigaretta: ci da sicurezza. Ci fa sentire più produttivi anche però, meno annoiati e col tempo sempre impegnato (cazzo vi correte poi in macchina se avete speso 5 ore al cellulare lo sapete solo voi, meno cellulare e più calma no?). Da qui nascono ad esempio i genitori con zero tempo per i figli che guardano il cellulare mentre giocano o mangiano con loro, creando in loro un buco emozionale inestinguibile, (scusate la franchezza) creando disimpegno emotivo fatto da piccole occupazioni inutili invece che da valori fondanti della nostra società (cit) 😀

Gli adolescenti crescono quindi su internet costretti dalla società (genitori in primis e non prendetevela con gli insegnanti, perchè spesso quando arrivano a scuola già non sanno reagire alle emozioni, anzi smettetela di usare whatsapp per sparlare di loro alle spalle, anzi fate smettere i vostri figli di fare ciò agli insegnanti!!!) sviluppando una sensibilità del "condivido, dunque sono" che come abbiamo visto è invece "condivido qualcosa, nascondendo qualcos'altro per essere un falso io".

Avete mai avuto la sensazione di una crisi d'astinenza da connessione? Bhe è perchè il flusso ininterrotto delle informazioni digitali fa sì che viviamo come ansie da scollegamento quelle che dovrebbero essere gioie della solitudine.

Figurarsi arrivare a chiedere a queste persone di mettersi nei panni altrui, ed è qui che in web marketing interviene positivamente salvandoci. Il web marketing deve mettersi nei panni del cliente e deve saper ragionare oltre i propri ideali e alle proprie emozioni interpretando quelle che sono le emozioni di chi legge un articolo o di chi compra un divvuddi (clikka qui e kompra divvuddi 😀 )

Quindi un uso razionale di internet è la soluzione all'uso irrazionale di internet che ci ha privato dell'empatia al punto da arrivare anche a pensare cose tipo:

- non ho mai imparato come si fa di persona (presente, per chiarire che non faccio prediche agli altri, ma in primis a me rispettando quindi la logica dell'articolo)

- anche quando sono con gli amici vado online per dire la mia (si vede in tutti i peggiori bar di Caracas 😀 )

- il botta e risposta non preparato è una cosa che ci rende vulnerabili (presente)

Inoltre è importante tornare a cogliere le piccole sfumature della vita, fare una cosa alla volta, avere conversazioni faccia a faccia ecc... quelle buone cose REALI...

Grazie ad Internazionale per lo spunto

PS: #boicottafacebook

Leggi come l'opensource ci può aiutare

Condividere conoscenze ed anche emozioni è la soluzione alla morte empatica da social

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